Benedetto XVI è a Sidney con i Giovani…

…..di ora in ora Sydney si anima di giovani pellegrini giunti da ogni parte del mondo per la Giornata Mondiale della Gioventù. All’aeroporto internazionale della città vengono accolti da gruppi di coetanei di alcune parrocchie australiane che con canti e balli li ricevono festanti. Una piacevole sorpresa per chi arriva stanco da un lungo viaggio in aereo e che ha destato l’interesse dei media di tutto il mondo. Stanno arrivando a Sydney anche alcuni giovani iracheni che hanno avuto difficoltà a lasciare il Paese: in dubbio invece i birmani.

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 Da Sydney per la Radio Vaticana: Roberto Piermarini.

i giovani sono contentissimi di essere ricevuti a Sydney da altri giovani che, cantando, li accolgono in festa.
 

R. – E’ un’esperienza meravigliosa, perché qui in Australia non siamo tantissimi e far vedere ai ragazzi questi fratelli che vengono dall’estero è stupendo. Arrivano da un viaggio di 24 ore e ci trovano fuori con icone, chitarre, che cantiamo per dare loro il benvenuto. E loro si uniscono a noi, ballando, a volte anche per 20 minuti, mezz’ora, con gli assistenti che cercano di portarli via con i loro pullman, e loro che invece vogliono rimanere e continuare a ballare. E’ veramente un momento di festa e gioia per tutti quanti.
 
D. – Cosa dicono gli addetti dell’aeroporto di questa esperienza nuova per loro, perchè non sono abituati a vedere persone che scendono dall’aereo e vengono accolte in questa maniera?
 
R. – Gli addetti ai lavori, specialmente i volontari del pellegrinaggio, del World Youth Day, aspettano che noi arriviamo la mattina perché diamo un po’ di vita a tutto l’aeroporto. Appena ci vedono, vengono subito a ballare con noi. Chiedono se possiamo cantare “Resuscitò”, se possono ballare con noi, se possono battere le mani. Fanno spostare la gente per crearci spazio, per poter fare i balli. Alcuni dicono che aspettano di venire a lavorare per poterci sentir cantare. Ci sentiamo in comunione con tutti. Anche la polizia ci lascia fare quello che vogliamo. Anzi, un poliziotto ieri ci ha detto che è rimasto molto sorpreso, perché questo pellegrinaggio si è dimostrato una manifestazione di pace e amore.
 
D. – Quali turni di lavoro avete fatto in questo tempo, se possiamo chiamarli così?
 
R. – Noi ci svegliamo la mattina alle 5, e facciamo tre turni: dalle 6 a mezzogiorno, da mezzogiorno alle 18, e dalle 18 a mezzanotte, 24 ore su 24.
 
D. – Ecco l’esperienza di un altro giovane. Come ti chiami?
 
R. – Mi chiamo Paolo.
 
D. – Che esperienza hai fatto nell’accogliere questi giovani che vengono da tutto il mondo all’aeroporto internazionale di Sydney?
 
R. – Per me, è stata una cosa fantastica vedere tutti questi giovani che arrivano a Sydney, in un’isola deserta, dove la religione non è una cosa molto importante. Per me è stato fantastico, per cambiare davvero il modo di vivere.
 
D. – Sara, che esperienza è stata vedere in viso questi giovani che arrivano, stravolti dal viaggio? Che esperienza hai fatto in questo tuo servizio di accogliere questi giovani che vengono da tutto il mondo?
 
R. – Ieri, siamo stati all’aeroporto per sei ore e abbiamo aspettato quelli del Cammino che non sono venuti. Ma, alla fine, anche abbiamo aspettato sei ore, abbiamo cantato, abbiamo ballato, ed eravamo tutti felicissimi perché siamo rimasti tutti in comunione. Per me è stata un’esperienza bellissima e anche se non c’è stata quella soddisfazione di vedere arrivare chi aspettavamo, siamo stati bene comunque. Per me è stato bellissimo, perché siamo stati in comunione tra di noi, con questa gioia, in attesa di questo pellegrinaggio.
 

L’ultimo messaggio di Benedetto XVI, come pure gli altri suoi riferimenti dedicati a vario titolo alla GMG negli ultimi tempi, costituiscono per i giovani uno spunto serio di riflessione spirituale e umana. Il nostro inviato, Roberto Piermarini, ne ha parlato con alcuni ragazzi incontrati a Sydney:


D. – Ti aspettavi una risposta così grande da parte di tanti giovani venuti qui in Australia o pensavi che, anche per motivi di costi o altro, ne sarebbero venuti meno?
 
R. – Avendo già l’esperienza di altri pellegrinaggi, posso dire che si vede che c’è uno spirito che a questi giovani piace, uno spirito di unione da tutte le parti del mondo. Vengono qui in Australia da molti Paesi e sono felici, si vede che è importante per loro venire qui. E se vengono da 24 ore di volo con questa voglia, noi non possiamo fare altro che accoglierli con amicizia.
 
D. – Nel Messaggio di quest’anno per la GMG, Benedetto XVI dice che sono i coetanei che devono evangelizzare gli altri giovani. Tu che ne pensi?
 
R. – Per me è una frase molto forte. E quello che mi piace finora di questa GMG è il fatto che noi possiamo accogliere le persone da tutto il mondo, come la Chiesa vuole accogliere tutti in Australia, specialmente in questo tempo. Quando qualcuno viene in Australia, dopo aver viaggiato da Roma, questo posto è come un deserto, non c’è nessuno. Invece, la Chiesa viene ad accogliere tutti.
 
D. – I tuoi coetanei che non frequentano la Chiesa o sono lontani, che cosa dicono di questo pellegrinaggio?
 
R. – Non ne capiscono molto, però sanno che c’è qualcosa. Questo li risveglia, li fa pensare: cosa c’è di così bello? Perché mezzo milione di persone vengono a vedere un uomo vestito di bianco? Forse non capiscono niente, ma avvertono c’è qualcosa.  E questa domanda può far sviluppare qualcosa di bellissimo.

Cliccate qui per i testi XXIII GMG a Sidney con Benedetto XVI

e le foto QUI TUTTE LE FOTO DEL PAPA IN AUSTRALIA

Benedetto XVI è a Sidney con i Giovani…ultima modifica: 2008-07-13T14:25:00+00:00da ldcaterina
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