Il “deporre le armi” nell’appello del Papa

Amici…..è davvero paradossale che nel nostro tempo che vanta internet, l’abbattimento delle frontiere e del dialogo ci siano ancora….venti di guerra…. tuttavia attenzione, come diceva il Papa nel suo primo Messaggio per la Pace: “La Pace non è semplicemente assenza di guerra” e questo perchè se guerra ha da esserci essa deve essere usata verso noi stessi, ossia, fare guerra alle nostre pessime abitudini, ai nostri disordini, ai nostri capricci….

Ma oggi parliamo anche di attualità, di una guerra assurda che rischia di offuscare ogni dialogo…. la vera soluzione alla Pace non è il pacifismo ma il DIALOGO e la difesa di valori che toccano la dignità di ogni Uomo…..

Occorre approfondire la consapevolezza di essere accomunati da uno stesso destino

Per la pace in Georgia
subito un dialogo costruttivo

 

“Profonda angustia” per le drammatiche notizie che giungono dalla Georgia, dolore per le numerose vittime innocenti causate dal conflitto, un auspicio che “cessino immediatamente le azioni militari”, un invito ai “Paesi più influenti nell’attuale situazione” ad adoperarsi per la pacificazione della regione:  sono i contenuti dell’appello lanciato dal Papa, domenica 10 agosto da Bressanone, al termine della recita della preghiera mariana con i fedeli altoatesini raccolti nella piazza antistante il Duomo. Benedetto XVI, evocando il pericolo di un allargamento del conflitto, ha chiesto “in nome della comune eredità cristiana” di riprendere immediatamente la via del dialogo “rispettoso e costruttivo” per restituire pace e serenità ad un popolo già provato da laceranti sofferenze.

e ancora…..

  • CastelGandolfo 24.8.2008
  •  L’ANGELUS
  • La situazione internazionale registra in queste settimane un crescendo di tensione che vivamente preoccupa. Dobbiamo constatare, con amarezza, il rischio di un progressivo deterioramento di quel clima di fiducia e di collaborazione tra le Nazioni che dovrebbe invece caratterizzarne i rapporti. Come non misurare, nelle presenti circostanze, tutta la fatica dell’umanità a formare quella coscienza comune di essere “famiglia delle Nazioni” che il Papa Giovanni Paolo II aveva additato quale ideale all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite? Occorre approfondire la consapevolezza di essere accomunati da uno stesso destino, che in ultima istanza è un destino trascendente (cfr Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2006, n. 6), per scongiurare il ritorno a contrapposizioni nazionalistiche che tanto tragiche conseguenze hanno prodotto in altre stagioni storiche.

  • I recenti eventi hanno indebolito in molti la fiducia che simili esperienze restassero definitivamente consegnate al passato. Ma non bisogna cedere al pessimismo! Occorre piuttosto impegnarsi attivamente affinché venga respinta la tentazione di affrontare nuove situazioni con vecchi sistemi.

  • La violenza va ripudiata! La forza morale del diritto, trattative eque e trasparenti per dirimere le controversie, a partire da quelle legate al rapporto tra integrità territoriale e autodeterminazione dei popoli, fedeltà alla parola data, ricerca del bene comune: ecco alcune delle principali strade da percorrere, con tenacia e creatività, per costruire relazioni feconde e sincere e per assicurare alle presenti e alle future generazioni tempi di concordia e di progresso morale e civile! Trasformiamo questi pensieri e questi auspici in preghiera, affinché tutti i membri della comunità internazionale e quanti, in particolare, sono rivestiti di maggiore responsabilità, vogliano operare con generosità per ripristinare le superiori ragioni della pace e della giustizia. Maria, Regina della pace, interceda per noi!

  • www.vatican.va

  •  e soprattutto….PREGHIAMO!!

    Fraternamente CaterinaLD

     

Il “deporre le armi” nell’appello del Papaultima modifica: 2008-08-27T10:47:00+00:00da ldcaterina
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