Pio XI fonda nel 1929 il Collegium Russicum

….amici, mi sono imbattuta in questo video da “La Storia siamo noi – il Collegio Russicum“…. forse molti non conoscono le origini di questo Collegio o lo conoscono solo superficialmente….
Il video è ben fatto e ci fa scoprire veramente quanti SANTI E MARTIRI a noi sconosciuti il Signore ha suscitato sempre in tempi difficili…. i Martiri SILENZIOSI ma operanti ed operativi in un mondo chiassoso e a volte troppo rumoroso…..

Benedetto XVI desidera andare in Russia come lo desiderava ardentemente Giovanni Paolo II Magno….cerchiamo allora di capire le origini di questa Missione…


Questa storia mi ha fatto innamorare ancora di più della Chiesa….

Russicum

È il 1929 e Papa Pio XI su suggerimento di padre Michel d’Herbigny, fonda il Collegium Russicum volto alla preparazione di giovani preti da inviare nell’URSS dove l’ideologia comunista aveva eliminato tutte le gerarchie ecclesiastiche.

Cliccate qui per: VIDEO COLLEGIUM RUSSICUM

Anche se c’è chi ha creduto o pensato che Russicum fosse un “covo di spie” i fatti dimostrarono che esso fu fucina di MARTIRI…..

La Russia comunista

Nella Russia ortodossa dei primi del Novecento le Chiese di rito occidentale funzionanti sono quasi duemila, oltre duemila sono i sacerdoti cattolici e oltre cinque milioni i fedeli, ma con la Rivoluzione russa del 1917 la situazione per la Chiesa cattolica si fa sempre più difficile.

Dopo una prima fase costituzional-democratica frutto della “rivoluzione di febbraio” del 1905 che pone fine al regime zarista, infatti, l’insurrezione dei bolscevichi del 1917 porta a un regime dittatoriale e socialista fondato sul potere dei Soviet che prevede, tra l’altro, la ridistribuzione tra i contadini delle terre dei latifondisti e la totale negazione dell’esistenza di Dio.

E se nella nuova Costituzione varata nel luglio del 1918 si parla solamente di “separazione” fra Chiesa e Stato, di fatto i bolscevichi annullano ogni forma di religione all’interno del Paese: Lenin impone fin dall’inizio il compito di organizzare non solo una propaganda antireligiosa, ma anche l’ateismo militante contro la Chiesa ortodossa (l’istituzione più importante in Russia) e contro la Chiesa cattolica.

Con un decreto, i bolscevichi guidati da Lenin espropriano tutti i beni della Chiesa, dalle terre ai luoghi di culto, dai monasteri a tutti gli edifici sacri, e tolgono il diritto di voto ai sacerdoti che si vedono anche estromettere dalle parrocchie. Il leader del partito vuole che la Chiesa venga colpita con “tale forza da restare distrutta per almeno 50 anni”. Dopo questi primi provvedimenti nel 1919 arrivano anche i primi arresti che, usati inizialmente solo come semplici intimidazioni, iniziano a crescere esponenzialmente dal ’22 quando si comincia da accusare i sacerdoti di “attività controrivoluzionaria”.

Il primo processo collettivo ai cattolici avviene infatti proprio nel 1922, il secondo e il terzo tra il ’28 e il ’32. Con questi tre processi viene praticamente arrestato tutto il clero russo; di conseguenza tutta la comunità cattolica dell’Unione Sovietica rimane senza guide spirituali, elemento di grande preoccupazione per il Vaticano.

Come racconta lo scienziato Anatolij Krasikov «molti dei dirigenti dello Stato e del partito, erano  ex allievi dei seminari ortodossi, e quindi nel loro nuovo ruolo avevano introdotto i ritratti dei membri dell’ufficio politico al posto delle icone, e trasformato i riti religiosi in riti politici».

Tra il ’22 e ’23, proprio nel periodo in cui avvengono i primi arresti e le prime deportazioni nei gulag destinati al clero, viene avviata una trattativa diplomatica tra il governo bolscevico e il Vaticano al fine di rendere meno tesi i rapporti: in questo periodo infatti l’Unione Sovietica è del tutto isolata politicamente e ha un vitale bisogno  di riconoscimento internazionale, mentre il Vaticano è interessato al dialogo proprio perché mira alla ricostruzione di una gerarchia ecclesiastica in Unione Sovietica. Ma i canali diplomatici tra le due potenze non portano ai risultati sperati, e così già nel 1926 in Unione Sovietica non vi è più nemmeno un Vescovo.

 I martiri  

Il bilancio finale dell’operazione Russicum può forse essere definito un fallimento, perché troppi sono stati i missionari morti o finiti nei gulag, ma è anche vero che lo spirito del Collegium ha favorito l’incontro tra Unione Sovietica e Occidente.

Tra i martiri del Russicum, ricordiamo:

Paul Chalair deportato
Fabian Abrantowicz morto nei gulag
Jan kellner fucilato
Jerzy Moskwa fucilato
Jean Nicolas deportato
Pietro Leoni deportato
Vendelin Javorka deportato
Walter Ciszek deportato
Victor Novikov deportato
Teodor Romza assassinato

Buona visione a tutti….

E preghiamo….

Fraternamente CaterinaLD

Pio XI fonda nel 1929 il Collegium Russicumultima modifica: 2008-10-18T08:34:00+00:00da ldcaterina
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