La bellezza della LITURGIA

Amici…. vorrei aiutarvi ad INNAMORARVI DELLA LITURGIA….. il Culto a Dio che la Santa Chiesa che è Madre, da duemila anni ci tramanda fedelmente…

Il Santo Padre, Benedetto XVI, ci sta aiutando molto….

Per esempio, se cliccate qui lo comprenderete meglio: http://www.rinascimentosacro.com/

ed in particolare qui:

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La riconciliazione comincerà dopo l’ultimo sorriso d’ironia, dopo l’ultima smorfia di disprezzo.

C’è bisogno come minimo di una nuova consapevolezza liturgica che sottragga spazio alla tendenza a operare sulla liturgia come se fosse un oggetto della nostra abilità manipolatoria. Siamo giunti al punto che dei gruppi liturgici imbastiscono da sé stessi la liturgia domenicale. Il risultato è certamente il frutto dell’inventiva di un pugno di persone abili e capaci.

Ma in questo modo viene meno il luogo in cui mi si fa incontro il totalmente Altro, in cui il sacro ci offre se stesso in dono; ciò in cui mi imbatto è solo l’abilità di un pugno di persone. E allora ci si accorge che non è quello che si sta cercando. È troppo poco, e insieme di qualcosa di diverso. La cosa più importante oggi è riacquistare il rispetto della liturgia e la consapevolezza della sua non manipolabilità. Reimparare a riconoscerla nel suo essere una creatura vivente che cresce e che ci è stata donata, per il cui tramite noi prendiamo parte alla liturgia celeste.

Rinunciare a cercare in essa al propria autorealizzazione, per vedervi invece un dono. Questa, credo, è la prima cosa: sconfiggere la tentazione di un fare dispotico, che concepisce la liturgia come oggetto di proprietà dell’uomo, e risvegliare il senso interiore del sacro. Il secondo passo consisterà nel valutare dove sono stati apportati tagli troppo drastici, per ripristinare in modo chiaro e organico le connessioni con la storia passata. Io stesso ho parlato in questo senso di “riforma della riforma”. Ma, a mio avviso, tutto ciò deve essere preceduto da un processo educativo che argini la tendenza a mortificare la liturgia con invenzioni personali.


(Benedetto XVI)

Vi lascio con i ricordi di un caro amico…

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Grano e zizzania crescono insieme, come insegna la parabola.
Certe volte mi viene di pensare ad una altra applicazione metaforica del brano.

Se volete, è come voler produrre il pane eucaristico col grano buono e quello pseudo-eucaristico con la zizzania, così simile al grano da confondersi con esso nella crescita.

Attorno a quel pane, tanto antico, si tesse la trama eucaristica: Cristo che diviene pane e come pane si offre.
Esiste una storia antica, un tesoro di gestualità, di silenzi, di inginocchiamenti, d’alzarsi in piedi, di tintinnare di campanelli all’elevazione, di volute di incenso che scortano verso il cielo intenzioni, epiclesi e preghiere mute.

Esistono tenui candele e lumini rossi tremuli come budini incandescenti, esistono canti a più voci nei quali la prece cancella ogni stonatura.

Esisteva, perché parlo della mia infanzia liturgica, lo stupore d’abitare la casa di Dio, lo sgomento di non poter fuggire dal suo sguardo, la gioia di non volercisi sottrarre, il desiderio che la domenica successiva giungesse in fretta.

Esisteva, perché mi rifaccio a quell’infanzia liturgica tanto lontana, la sensazione psicologica d’essere nella corretta fequenza dialogica, senza rumori di tamburi, chitarre e microfoni a 4000 watt.

C’era l’amen corale che, come un grande vescovo disse, rimbalzava da colonna a colonna come l’eco della risacca.

C’erano altari definiti, mensa e Golgota, lineari, marmorei, austeri e semplici. C’erano mani giunte e le mosse del celebrante precise come un ruotar di walzer.
Avevo la sensazione d’essere al centro di una meravigliosa coreografia nella quale ognuno era primo ballerino e prima donna, senza offuscare gli altri.

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Avevo, all’ite missa est, la sensazione d’aver visionato uno degli appartamenti del condomino di Dio, d’esserne rimasto contento, di voler stipulare un mutuo vitalizio con Lui e con Lui abitare nella sua casa per tutti i giorni della mia vita.

Scusate questa botta di nostalgia, ma la dovevo a mia nonna, mia prima catechista che passò più di una notte a cucirmi il vestito per la prima comunione, fatta di pane buono e consacrata secondo la giusta ricetta…

Chisolm

La bellezza della LITURGIAultima modifica: 2008-11-18T22:32:00+00:00da ldcaterina
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