Africa: una profezia di Benedetto XVI?

Amici….leggendo attentamente i testi del Papa che sta spiegando in Africa
CLICCATE QUI  riflettevo su alcune sue considerazioni che potremo definire (a mo di domanda per riflettere), e perchè no, una PROFZIA per questo Continente…. Occhiolino

Riflettendo su queste Liturgie, sul Rito san Pio V, sulla Messa NOM e quant’altro…mi sto rendendo conto che spesso ci creiamo falsi problemi e rischiamo di perdere lo stesso filo storico della Chiesa Cattolica…

Il Papa incontrando ieri sera i Vescovi delle Conferenze episcopali dell’ Africa ha fatto una bellissima ricostruzione storica della vita ecclesiale di questo Continente partendo dall’Evangelista Marco…giungendo alla scuola Alessandrina… Occhiolino sottolineando il contributo che questa Terra ha dato allo sviluppo del cristianesimo….

Poi un periodo DI CARESTIA SPIRTUALE E TEOLOGICA…

dice il Papa:

” Dopo essere stato messo alla prova da vicissitudini storiche, il cristianesimo, durante quasi un millennio, non è rimasto che nella parte nord-orientale del Continente. Con l’arrivo degli Europei che cercavano la via delle Indie, nei secoli XV e XVI, le popolazioni sub-sahariane hanno incontrato Cristo. Furono le popolazioni costiere a ricevere per prime il battesimo. Nei secoli xix e xx, l’Africa sub-sahariana ha visto arrivare missionari, uomini e donne, provenienti da tutto l’Occidente, dall’America Latina e anche dall’Asia.
(…)
La Chiesa in Africa ha preparato e accompagnato durante questo periodo la costruzione delle nuove identità nazionali e, parallelamente, ha cercato di tradurre l’identità di Cristo secondo vie proprie. Mentre la Gerarchia si era a poco a poco africanizzata, a partire dall’ordinazione da parte del Papa Pio XII di Vescovi del vostro continente, la riflessione teologica cominciò a svilupparsi. Sarebbe bene che i vostri teologi continuassero oggi ad esplorare la profondità del mistero trinitario e il suo significato per la vita quotidiana africana.

Questo secolo permetterà forse, con la grazia di Dio, la rinascita, nel vostro continente, ma certamente sotto una forma diversa e nuova, della prestigiosa Scuola di Alessandria. Perché non sperare che essa possa fornire agli Africani di oggi e alla Chiesa universale grandi teologi e maestri spirituali che potrebbero contribuire alla santificazione degli abitanti di questo continente e della Chiesa intera? “

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Come spiegavo in un altro forum, dicevo le mie impressioni su quelle forme liturgiche…ed osservavo che, seguendo in diretta internet la Messa del Papa in Camerun…” dobbiamo prendere atto che ora più che mai si percepisce la difficoltà di coniugare LE NORME LITURGICHE con il clima e la tradizione di altri popoli….
seguendo questa Messa…mi è venuto mal di testa per i tamburi e per il genere musicale  ovvio, NON è la mia tradizione, non è la mia cultura….per quanto possa apprezzarlo, difficilmente reggerei in un clima DI PREGHIERA così chiassoso….E LUNGO…
per il Kyrye (tra l’altro molto bello) era però INTERMINABILE… ..il Papa in piedi si è asciugato due volte il volto a causa dell’umidità….mentre i tamburi a non finire..continuavano ciò che a noi pare un MARTELLAMENTO…
E’ ovvio che li è tollerabile, in quella situazione e in quella terra SONO “IO” L’OSPITE ma…in una Messa in casa nostra no…
E così sostenevo il commento (ora non ricordo di chi…) di qualcuno che a ragione sottolineava che il problema NON E’ LA MESSA CHE FANNO IN AFRICA…il dramma è quando NOI vogliamo scimmiottare o imitare o trasferire nelle nostre Chiese  nelle nostre Liturgie, quelle tradizioni…quella cultura

Ecco che da qui ragionavo sul fatto di come in verità questo della Messa sia ed è UN FALSO PROBLEMA….

Si, un falso problema creato ad arte da chi non vuole preservare il concetto proprio di TRADIZIONE che ci proviene dalla Scrittura stessa…
Il Papa stesso ci sta offrendo con il suo Magistero in Africa, una panoramica davvero profetica….pechè anche quando il Papa parla ad un popolo in realtà parla a TUTTA la Chiesa, anche a noi…

L’Africa è da Pio XII che ha cominciato ad avere e a vivere LA SUA CHIESA che è naturalmente Cattolica ed Apostolica, Romana,
prima di allora la gente del posto si, si convertiva ma viveva dissociata dalle sue tradizioni…perchè fino a quando il sacerdote era sempre un “bianco” per quanto santo NON era uno che aveva vissuto o conosceva nel profondo la LORO SPIRITUALITA’…e indubbiamente la Santa Messa di sempre ha FECONDATO questa terra dando un fiume di santi e di martiri… e quando i primi africani cominciarono a diventare sacerdoti e soprattutto VESCOVI ecco che questa è stata LA TESTIMONIANZA PIU’ FECONDA…che ha triplicato, dai tempi di Pio XII, le conversioni…

Da qui la domanda di Benedetto XVI che suona come una profezia:
Perché non sperare che essa possa fornire agli Africani di oggi e alla Chiesa universale grandi teologi e maestri spirituali che potrebbero contribuire alla santificazione degli abitanti di questo continente e della Chiesa intera?

Ora spetta ai LORO VESCOVI  coniugare la propria tradizione CON e NELLA Tradizione della Chiesa…in tal modo la Santa Messa CATTOLICA sarà IL CORONAMENTO e non un motivo di attrito come spesso accade nel nostro opulento Occidente essiccato nella propria radice cristiana, privato da se stesso della sua spiritualità e riempito di superbia a tal punto che lo stesso Cristo-Dio, in questo nostro Occidente, ha perduto la sua regalità…

Quando ci si muove guerra a causa della Messa in realtà la causa NON è la Messa; la vera causa è che NON viviamo LA MESSA  da quando abbiamo CREATO, infatti, ognuno una propria messa (e non mi riferisco alle tradizioni africane, ma agli abusi nostrani, alla comunione da seduti o in piedi e nei banchi, o alla mano, ai canti personalizzati, ai condimenti associati ognuno al proprio gruppetto e chi più ne ha, più ne metta…), da qui sono scaturite le divisioni e le liti…quando, invece, la Messa vera e autentica, ciò che chiamiamo SACRA LITURGIA proprio perchè NON proviene da noi ma da Dio, unisce e rinsalda la FEDE COMUNE e ci consente di essere un Cuor solo ed un anima sola perchè UNO è il Cristo…

è come per la Bibbia: essa non deve adeguarsi all’Uomo, ma al contrario è l’Uomo che ad ogni generazione DEVE adeguarsi alla Bibbia…. Occhiolino
Quando non ci si adegua alla Bibbia, quando non ci si adegua alla Sacra Liturgia, quando non ci si adegua alla Tradizione, ecco le divisioni, le contese, la barbarie….

Il Papa ha detto: vado in Africa PER CONFERMARE QUELLA CHIESA NELLA FEDE, e lo sta facendo in modo sublime non solo in vista del Sinodo che avverrà, ma anche in vista di ciò che questo Continente promette: UNITA’

Ma l’Unità COSTA SACRIFICIO e il Papa che è andato là per confermare, sottolinea quale sia la strada più efficace, anzi l’unica affinchè il futuro dell’Africa possa davvero tornare a splendere, e così spiega MAGISTRALMENTE Benedetto XVI:

” I conflitti locali o regionali, i massacri e i genocidi che si sviluppano nel Continente devono interpellarci in modo tutto particolare:  se è vero che in Gesù Cristo noi apparteniamo alla stessa famiglia e condividiamo la stessa vita, poiché nelle nostre vene circola lo stesso Sangue di Cristo, che fa di noi figli di Dio, membri della Famiglia di Dio, non dovrebbero dunque più esserci odio, ingiustizie, guerre tra fratelli.

Constatando lo sviluppo della violenza e l’emergere dell’egoismo in Africa, il Cardinale Bernardin Gantin, di venerata memoria, faceva appello, fin dal 1988, a una Teologia della Fraternità, come risposta al richiamo pressante dei poveri e dei più piccoli (cfr. L’Osservatore Romano, ed. francese, 12 aprile 1988, pp. 4-5). Gli tornava forse alla memoria ciò che scriveva l’africano Lattanzio all’alba del iv secolo:  “Il primo dovere della giustizia è riconoscere l’uomo come un fratello. Infatti, se lo stesso Dio ci ha fatti e ci ha generati tutti nella stessa condizione, in vista della giustizia e della vita eterna, noi siamo sicuramente uniti da legami di fraternità:  chi non li riconosce è ingiusto” (Epitomé des Institutions Divines, 54, 4-5:  SC 335, p. 210).

La Chiesa-Famiglia di Dio che è in Africa, già dalla Prima Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi ha realizzato un’opzione preferenziale per i poveri. Essa manifesta così che la situazione di disumanizzazione e di oppressione che affligge i popoli africani non è irreversibile; al contrario, essa pone ciascuno di fronte ad una sfida, quella della conversione, della santità e dell’integrità.
Il Figlio, mediante il quale Dio ci parla, è Lui stesso Parola fatta carne. Ciò è stato l’oggetto delle riflessioni della recente XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Diventata carne, questa Parola è all’origine di ciò che noi siamo e facciamo; è il fondamento di ogni vita. È dunque a partire da questa Parola che bisogna valorizzare le tradizioni africane, correggere e perfezionare la loro concezione della vita, dell’uomo e della famiglia. Gesù Cristo, Parola di vita, è sorgente e compimento di tutte le nostre vite, perché il Signore Gesù è l’unico mediatore e redentore.

È urgente che le comunità cristiane diventino sempre più luoghi di ascolto profondo della Parola di Dio e di lettura meditativa della Sacra Scrittura. È attraverso questa lettura meditativa e comunitaria nella Chiesa che il cristiano incontra Cristo risorto che gli parla e gli ridona speranza nella pienezza di vita che Egli offre al mondo.

Quanto all’Eucaristia, essa rende il Signore realmente presente nella storia. Mediante la realtà del suo Corpo e del suo Sangue, il Cristo tutto intero si rende sostanzialmente presente nelle nostre vite. È con noi tutti i giorni fino alla fine dei tempi (cfr. Mt 28, 20) e ci rimanda alle nostre realtà quotidiane affinché possiamo riempirle della sua presenza. Nell’Eucaristia, è messo chiaramente in evidenza che la vita è una relazione di comunione con Dio, con i nostri fratelli e le nostre sorelle, e con l’intera creazione. L’Eucaristia è sorgente di unità riconciliata nella pace.”

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E’ triste constatare l’indifferenza dei Media a discorsi così grandi e così veri come questi tanto da farci comprendere perchè la Chiesa è segno di contraddizione:
perchè dona la vera SPERANZA,
perchè è profezia pura,
perchè offre vere soluzioni per uscire dalle varie crisi,
perchè per la Chiesa non c’è nulla di irriversibile, tutto è volto all’infinito, per tutto c’è rimedio ma non certo i rimedi che uccidono l’uomo, che lo froda della sua dignità, che lo inganna con false promesse…..
perchè la Chiesa è MADRE E MAESTRA DI VITA.

Ma è triste, e sarebbe triste, che queste parole del Pontefice non venissero divulgate nelle nostre Parrocchie come di solito, infatti, non avviene…
All’Udienza di Mercoledì il Papa farà probabilmente un resoconto del suo viaggio Apostolico, anticipiamolo noi stessi facendoci promotori di questo Magistero che ci riguarda tutti e ci apre davvero immensi orizzonti di Pace vera e di Comunione Ecclesiale…

 

Fraternamente CaterinaLD

“Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri.”
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP  Maestro dell’Ordine)

Africa: una profezia di Benedetto XVI?ultima modifica: 2009-03-21T00:08:00+00:00da ldcaterina
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